fotovoltaico caserta, aversa, campania

Le previsioni non sono rosee: era già nell’aria negli ultimi mesi del 2021 e, puntuale, come ogni anno, arriva nel mese di Gennaio l’annuncio di rincari nelle bollette.
Ma quest’anno la stangata è dura da sopportare.

Durante l’ultimo Convegno della CGIL, il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani,  ha dichiarato che nel prossimo trimestre ci si attende che la bolletta dell’energia elettrica possa aumentare del 40 per cento.

Da giugno ad agosto 2020, il prezzo/kilowattora dell’energia elettrica è passato da 16,08 a 22,89 centesimi di euro.

Nel corso del 2021, il Governo italiano è già intervenuto a supporto, stanziando 1,2 miliardi di euro che hanno coperto, parzialmente, l’aumento in corso del 20% che si è così tradotto in una maggiorazione del 10%.

Ma poniamoci la domanda principale: cosa ha determinato questi aumenti?
Dopo la stasi economica e commerciale scaturita dalla pandemia da coronavirus, le attività hanno ripreso il loro ciclo produttivo determinando un aumento in picchiata della domanda di materie prime, il cui reperimento si è però complicato a causa di difficoltà nella logistica e nei trasporti.

La prima risposta semplice ed allarmante che possiamo fornire è che l’energia elettrica aumenta di riflesso, a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime: gas, combustibili, petrolio.

Il costo del gas è aumentato di circa il 30% nel secondo trimestre del 2021, quello del petrolio è salito alle stelle.

In Italia, il 40% dell’energia elettrica viene prodotta impiegando gas naturale. Quindi la proporzione è diretta.

Tutti i prodotti presenti negli scaffali della grande distribuzione, per esempio, sono il frutto di un ingrediente principale: l’energia.
Non esiste un singolo bene che sfugga al rincaro.
Il “rincaro delle bollette” si traduce nel “rincaro di tutto”.

La seconda considerazione ineccepibile è la nota e dichiarata fragilità del mercato energetico europeo.
E’ nota l’estrema debolezza dell’Europa sul Mediterraneo che ha favorito l’acquisizione di posizioni predominanti sul mercato energetico a favore della Russia e della Turchia.

Il passaggio alle fonti di energia rinnovabile è lento e irto di difficoltà di carattere ideologico, tecnologico ed economico: dal 2014 ad oggi il ciclo di investimenti nelle fonti tradizionali si è ridotto del 50% e in Italia, per esempio, la produzione di gas è un quarto di quella di 20 anni fa.

E non dimentichiamo che il costo delle emissioni di anidride carbonica e dei relativi permessi gravano sulle Aziende.
L’Emission Trading System europeo è il sistema che regola lo scambio di tali permessi tra le aziende: i permessi sono ovviamente limitati ed il loro prezzo aumenta proporzionalmente alla loro riduzione, costantemente attuata per incentivare le produzioni più sostenibili.

Non è ancora chiaro quali saranno i provvedimenti che il Governo adotterà per contenere tali aumenti che incidono, non solo sui costi dell’energia, ma su tutti i beni di consumo, prodotti attraverso l’utilizzo dell’energia e del gas naturale.

L’ipotesi più plausibile sarà l’intervento finanziario dello Stato Italiano sugli “oneri generali di sistema”, una delle voci maggiormente significative nella composizione del prezzo finale della bolletta.
Le misure da adottare sono urgenti e inderogabili, in vista dell’inverno e del naturale aumento dei consumi.

Come difendersi?

Si aprono per i consumatori diverse strade .

  • Il Mercato libero per l’acquisto di energia elettrica, in cui sarà possibile optare per le offerte piu convenienti oppure
  • il ricorso al Servizio di Maggior Tutela che prevede una tariffa fissa e aggiornata ogni tre mesi dall’Autorità (ARERA), sulla base delle stime di costo dell’acquisto di energia.

 

Nel medio – lungo termine la scelta più conveniente sarà senza dubbio il ricorso alle fonti di energia rinnovabile.

Infatti, ogni kWh autoprodotto ha un costo legato esclusivamente all’ammortamento dell’investimento legato alla realizzazione dell’impianto ed alla sua manutenzione.

Quindi occorre aumentare l’uso di energie rinnovabili come fotovoltaico ed eolico: più efficaci, meno costose, non inquinano e tutelano l’ambiente.

In uno scenario utopistico ed auspicabile, se avessimo già raggiunto il Target Green Deal del 2030, e cioè il 72% di utilizzo di fonti rinnovabili ( contro l’attuale 40%) la spesa collettiva sulla bolletta elettrica passerebbe dagli attuali 75 miliardi a 45 miliardi, quindi il 40% in meno.

Attualmente in Italia è possibile adottare il Ppa (Power purchase agreement), un contratto di durata ventennale che fissa il prezzo dell’energia rinnovabile a 68€/MWh, contro la quotazione di 280€/MWh di dicembre 2021.

Appare quindi evidente che la strada da percorrere è il passaggio obbligato alle fonti rinnovabili, che , purtroppo, per ora, è lento, ma per fortuna costante.

 

 

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“Io sono me più il mio ambiente

e se non preservo quest’ultimo

non preservo me stesso”

 

Josè Ortega y Gasset

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